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La Storia di Castro

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Il primo insediamento riconoscibile risale al IV sec. a.C. venne realizzato  dai Messapi .Castro,trovandosi in una posizione strategica ,aveva una grande importanza sia dal punto di vista militare che commerciale.A Castro venne costruita una grande muraglia ,in parte ancora visibile ,e un tempio dedicato ad Atena.Castro è antica “CASTRUM MINERVAE”citata da Virgilio nel terzo libro dell’Eneide.Qui il grande poeta latino fece approdare Enea,eroe troiano.

I re Normanni la munirono di una solida difesa considerando Castro come un punto strategico per controllare eventuali assalti provenienti via mare .

Dopo diverse vicissitudini Giovan Antonio Orsini del Balzo,dal 1420 al 1463 ,ebbe nelle sue mani il Principato di Taranto e le Contee di Lecce e Castro.Dopo il 1460 iniziarono gli assalti sanguinosi dei Turchi e per questo motivo il Conte Giulio Acquaviva ,ricevuti aiuti e rinforzi di truppe ,fortifico Castro.Quando nel 1480i Turchi si asserragliarono ad Otranto ,Alfonso d’Aragona non potendo di cercare di liberare subito Otranto ,fece sistemare numerosi soldati a Castro che ne venne rinforzata considerevolmente.

Solimano II ,Imperatore dei Turchi ,nel 1537 mandò lungo le coste dell’Italia Ariadeno Barbarossa con il proposito di fare qualche colpo di mano sulle città della rivincita . la scelta cadde su Castro che si vide assediata dalla flotta turca.

Il luogotenente Antonio Gattinara rifiutò la resa e Castro fu attaccata e dovette arrendersi alla superiorità militare turca . Ferrante Loffredo,Marchese di Trevico ,per evitare il pericolo di ulteriori conquiste nella provincia e per riprendere la città,spedì un grosso esercito con a capo Giorgio de’ Monti.Riuscirono a liberare la città e restrinsero i Turchi alla ritirata.  Ma nel 1573 una flotta turca comandata da Bassà Lustambai attaccò nuovamente Castro che,nonostante l’eroica difesa dovette arrendersi. Il Governatore della provincia ,Cesare de Gennaro ,decise di spedire un consistente esercito per riavere la città.Castro venne liberata ma i danni provocati dai Turchi furono notevoli.

L’architetto Tiburzio Spannocchi,incaricato da Marcantonio Colonna di ispezionare “le piazze del regno di Napoli “nel 1575 ristrutturò il castello,la cinta urbana e creò un bastione a sud-est che poteva controllare meglio area portuale.

Al 1703 risale la descrizione dell ‘ Abate Giovan Battista Pacichelli.Il Pacichelli nella sua descrizione si limita a indicare la dorma del cinta muraria , “Simiglia la Città a un Battello ,con la poppa à Tramontana e la Prua à Scirocco ,e le parti essenziali che formano il castello ,ben regolato ,e forte ,con quattro Baloardi:ha anche due Torri antiche ,con Rivellino,e la Postergola capace di più,e grossi cannoni”.

Al 1781 risale un’altra descrizione fatta dall’ing.Gioacchino Magliano.Indica la città chiusa da cortine e torri e baluardi .Descrive la porta che permette l’accesso nella città. “La porta viene munita con quella di legname  antichissima  in due pezzi a sportello sostenuti da branche di ferro , e serrata con simile catenaccio , e chiave . Da questa porta si entra nel corpo di guardia coperto a lammia con due archiper passaggio nell’interiore della città.”Il Magliano parla della presenza di un palazzo baronale costituito da 13 stanze inferiori e 7 superiori ,con due cisterne .Osservando la pianta attuale del castello Magliano sta dicendo che nel 1781 il castello era “Palazzo Baronale”appartenente alla Regia Corte.Nel 1785 verrà abitato dal barone Gennaro Rossi che acquistò la Contea.

Alla fine del settecento risale una descrizione in cui si indicano le dimensioni strutturali dell’impianto.La cinta muraria risulta essera lunga circa 690 metri.Indica poi la presenza di tre torri dalla parte orientale aventi le stesse dimensioni .Il castello è guardato da quattro torri :una di forma quadrata (probabilmente è la torre del Cavaliere),altra di figura anco quadrata;la terza di figura rotonda, e la quarta alta palmi 73 e larga 40.Dalla parte occidentale indica poi la presenza di altre due torri , una di forma pentagonale e altra di forma quadra con guardiola.

La Contea di Castro fu poi posseduta dalla famiglia De Rosa di Napoli per successione di Colomba Rossi.  Il Castello ,le mura e le torri divennero negli anni ’20 di proprietà di Vincenzo Lazzari di  Castro,che negli anni ’60 li vendette alla famiglia Catalana .Da quest’ ultima , nel 1983, i ruderi dell’ antico Castello con le muraglie, passarono al Comune di Castro.

 

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